Il video PAL (Phase Alternation Line)

Chi di voi non si è mai chiesto cosa significa esattamente PAL?

Questa sigla, che possiamo trovare sul retro di un DVD o riferita ad un qualche video, serve a descrivere un particolare standard video.

Questo standard video è usato principalmente in Europa, infatti in America viene usato
l’NTSC di cui parleremo in seguito.

Partiamo da un presupposto:
il segnale analogico PAL ha una particolare forma ad onda, divisa in 625 parti che sono facilmente identificabili grazie ad una serie di impulsi.

Ciascuna di queste 625 parti, contiene delle informazioni:
segnali di test, informazioni del televideo, sincronismi che permettono al televisore di sapere dove disegnare quella riga, e sopratutto 576 pezzetti che contengono le informazioni del video vero e proprio.

Tralasciamo quei pezzi d’onda che non ci interessano e andiamo a parlare di quelle 576 parti che contengono il video.

Queste parti, altro non sono che le righe che formano il video; righe che noi possiamo facilmente distinguere avvicinandoci allo schermo del televisore.

Ogni riga può contenere diversi punti, è ovvio che, maggiore sarà il numero di punti che ogni riga può contenere, maggiore sarà la qualità del video.

Nel segnale PAL, la massima qualità è data da: 768 pixel (punti) per riga; ecco quindi spiegata (in maniera banale ed incompleta) come si determina la risoluzione full PAL, ovvero, 768*576 a 25frame/sec.

Ora facciamo degli esempi pratici per capire l’importanza che ha il numero di pixel per riga, sia in fase di cattura che in quella di creazione del video finale.

Ipotizziamo di acquisire un video dalla TV, a 768*576 a 25frame/sec.

Per quanto detto in precedenza, risulta chiaro che ogni riga contiene 768 pixel. Se io volessi, potrei trasformare il video di partenza (768×576) in un video AVI di 800*600, vale a dire 800 pixel per riga.

Questo procedimento non garantirà una maggiore qualità del video, ma farà aumentare il numero di pixel utilizzati, rendendo il file più grande di quanto sia necessario.

In realtà, i 768 pixel del PAL solo ‘teoricamente’ potrebbero essere visualizzati nei nostri televisori, perché dal passaggio da analogico a digitale e poi da digitale ad analogico ci sarà sempre una perdita, seppur piccola, di informazione.

Ecco spiegato il motivo per cui le televisioni non visualizzano mai tutti e 768 i punti, ma creano una sorta di cornice ai bordi permettendo di visualizzare 720, 704, ecc… pixel.

Queste cornici sono usate per eliminare il “rumore video” che inevitabilmente si crea da un passaggio all’altro (A/D e D/A).

Questo discorso serve a far capire che la risoluzione, scelta in fase di cattura, è importante per non sprecare prezioso spazio su disco.

Infatti, se acquisisco dei video da un videoregistratore (VHS) è inutile utilizzare un formato video come 768×576, visto che un filmato proveniente da un VCR VHS (videoregistratore) può contenere al massimo 300/320 pixel per ogni riga, mentre uno proveniente da un VCR SVHS al massimo 400/410 pixel per riga.

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