Il Video Digitale tra formati e Codec

Per capire le basi del video editing si deve prendere in considerazione la teoria della visione dei fotogrammi.
Possiamo fare un paragone con i film cinematografici. Sappiamo tutti che per ottenere una proiezione cinematografica è necessario uno schermo, un proiettore e una pellicola.
Sulla pellicola è impressa una sequenza di immagini (i fotogrammi appunto),
traslucide come i negativi delle fotografie, che nella proiezione, modificano il fascio di luce del proiettore lasciando passare solo determinate parti, che renderanno sullo schermo un’immagine.
La pellicola scorre, le immagini proiettate cambiano velocemente e si ottiene così un effetto di movimento.

Torniamo al video digitale.
Poniamo di avere una serie di immagini che riproducono un movimento.

Queste immagini da sole non bastano per visualizzare un filmato sul nostro PC, dobbiamo infatti saper dire alla macchina dove stanno queste immagini, di che tipo si tratta, la velocità con cui devono essere visualizzate e in che ordine.

Per questo motivo si definisce il formato di una clip, ovvero una sorta di contenitore, riconoscibile dal PC, in cui sono racchiuse, oltre alle immagini, anche le informazioni sopra indicate.

Per riconoscere un formato di una clip si può accedere al pannello proprietà del file o osservare l’estensione del file stesso (es: AVI, MPG, QTM, ecc..).
Ma non ci si ferma qui.

Provate a pensare quanto occupa un’immagine a colori di circa 800×600 pixel, troppo per poterne visualizzare 25 al secondo (come nello standard televisivo) e salvarli sui nostri HD.

E’ qui che interviene il codec (COmpressore DECompressore o meglio CODificatore DECodificatore), ovvero il software che contiene il procedimento matematico attraverso il quale vengono compresse le immagini per consentire una gestione agile e una riproduzione corretta della clip.

Il codec serve sia per catturare e comprimere il video da una sorgente esterna, sia per riprodurre ed elaborare il video una volta memorizzato su disco rigido.
Si potrebbe paragonare ad una sorta di Winzip velocissimo che, all’occorrenza, comprime e decomprime le immagini di un filmato.

Il codec di un filmato non è immediatamente riconoscibile (a parte alcuni casi).
Il modo migliore per conoscere con quale codec è stato compresso un file video e’ attraverso la finestra proprietà del file.

Un’altro metodo che utilizzo spesso per capire quale codec è stato usato è un software freeware chiamato GSpot (cliccate sul link per andare al sito ufficiale), un utile programma per verificare con quali codec (sia audio che video) sia stato realizzato un determinato DivX, in modo da poterne risolvere eventuali problemi di visualizzazione o di audio poichè ci dice se al momento è installato sul nostro PC uno o più codec adatti alla decodifica.
Magari in un’altro articolo parleremo in maniera più approfondita di questo software.

La conoscenza del formato e del codec è fondamentale per realizzare un progetto video proprio perché saranno i parametri ad essi legati a definire la qualità finale della clip.

I codec sono a nostra disposizione, sono tanti ed ognuno ha caratteristiche peculiari che ne suggeriscono l’ambiente di lavoro.

Il formato infatti deve essere appropriato al supporto su cui viene distribuito il video (CD-ROM, DVD, Internet, VHS…) e il codec al contenuto che si intende elaborare (animazioni grafiche, video di diversa qualità, contenuto in movimento o semi-statico, streaming video…).

Con un po’ di esperienza, pratica e i miei consigli (spero vi siano utili) si conosceranno i formati e i codec principali e si acquisterà la capacità di scelta, indispensabile per ottenere un lavoro di qualità.

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