<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Intervista ad Antonio Volpon, Web Project Manager</title>
	<atom:link href="http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/</link>
	<description>Come fare un blog per ottenere dei risultati concreti.</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 23:00:00 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<item>
		<title>Di: &#187; Grafica e Design: intervista a Lorenzo Maffiododi - Blographik - Grafica, web Design e video editing</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-30309</link>
		<dc:creator>&#187; Grafica e Design: intervista a Lorenzo Maffiododi - Blographik - Grafica, web Design e video editing</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Sep 2007 06:05:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-30309</guid>
		<description>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: &#187; Web design e CSS: Intervista a Marco Rosella - Blographik - Grafica, web Design e video editing</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-27296</link>
		<dc:creator>&#187; Web design e CSS: Intervista a Marco Rosella - Blographik - Grafica, web Design e video editing</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 14:04:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-27296</guid>
		<description>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: &#187; Intervista con un giovane web designer italiano: Davide Del Monte - Blographik - Grafica, web Design e video editing</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-25696</link>
		<dc:creator>&#187; Intervista con un giovane web designer italiano: Davide Del Monte - Blographik - Grafica, web Design e video editing</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Jun 2007 21:00:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-25696</guid>
		<description>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: &#187; Interviste on line: Giovanni Dragone, web designer e blogger - Blographik - Grafica, web Design e video editing</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-24486</link>
		<dc:creator>&#187; Interviste on line: Giovanni Dragone, web designer e blogger - Blographik - Grafica, web Design e video editing</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jun 2007 18:47:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-24486</guid>
		<description>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: &#187; Web design e Blog: Intervista ad Alessandro D’Agnano - seconda parte - Blographik - Grafica, web Design e video editing</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-18078</link>
		<dc:creator>&#187; Web design e Blog: Intervista ad Alessandro D’Agnano - seconda parte - Blographik - Grafica, web Design e video editing</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Mar 2007 22:15:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-18078</guid>
		<description>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Intervista ad Antonio Volpon, project manager e web designer; [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mik</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12730</link>
		<dc:creator>mik</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2007 19:29:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12730</guid>
		<description>Ringrazio Antonio sia per il tempo dedicato a rispondere alle domande mie domande, sia per l&#039;aver condiviso su blographik i suoi punti di vista.

Rispondendo ad Antonio, concordo in merito alle restrizioni che un web designer dovrebbe conoscere nella realizzazione di un template che dovrà essere implementato in un CMS.

Questo forse è uno degli esempi in cui un web designer, dovrebbe avere anche una base di programmazione.

Dovrebbe almeno riuscire a gestire delle pagine dinamiche senza essere un vero web developer, ad ognuno il suo lavoro.

La bravura del web designer sta anche in questo:

realizzare un template originale, semplice e che rispetti i normali vincoli di una specifica piattaforma.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito tramite il loro punto di vista, ad approfondire gli argomenti trattati.

Alla prossima intervista....alla prossima discussione ;) .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Antonio sia per il tempo dedicato a rispondere alle domande mie domande, sia per l&#8217;aver condiviso su blographik i suoi punti di vista.</p>
<p>Rispondendo ad Antonio, concordo in merito alle restrizioni che un web designer dovrebbe conoscere nella realizzazione di un template che dovrà essere implementato in un CMS.</p>
<p>Questo forse è uno degli esempi in cui un web designer, dovrebbe avere anche una base di programmazione.</p>
<p>Dovrebbe almeno riuscire a gestire delle pagine dinamiche senza essere un vero web developer, ad ognuno il suo lavoro.</p>
<p>La bravura del web designer sta anche in questo:</p>
<p>realizzare un template originale, semplice e che rispetti i normali vincoli di una specifica piattaforma.</p>
<p>Grazie a tutti coloro che hanno contribuito tramite il loro punto di vista, ad approfondire gli argomenti trattati.</p>
<p>Alla prossima intervista&#8230;.alla prossima discussione <img src='http://www.blographik.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  .</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Antonio Volpon</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12654</link>
		<dc:creator>Antonio Volpon</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2007 20:55:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12654</guid>
		<description>Ciao a tutti.

Dò un breve contributo alla conversazione.

1 - Lavoro a distanza
Ho sempre lavorato in azienda e mai per conto terzi, se non in rare occasioni. Mi è successo però di aver lavorato con collaboratori che si trovavano a distanza e non posso dire che la mia esperienza sia completamente positiva. Il problema principale è quello di comunicazione, soprattutto se tra il layout e la versione finale c&#039;è di mezzo un sistema di gestione dei contenuto (CMS). Ogni CMS ha infatti, nel bene o nel male, dei vincoli, che è bene rispettare, se non si vuole duplicare o triplicare i tempi di consegna del progetto. Ma è molto difficile, anche indicando esempi concreti già fatti, far capire ad alcuni (ripeto, alcuni) designer che non possono considerare il browser come una pagina bianca in cui progettare tutto quello che vogliono. E&#039; anche molto difficile far capire fino a dove ci si può spingere, cosa è concesso, cosa è concesso con fatica, cosa non è concesso. E&#039; un processo molto difficoltoso. All&#039;oggi in Netech il designer è interno all&#039;azienda, ed è ormai perfettamente conscio dei vincoli, tanto che li riesce a sfruttare e trarne dei grossi vantaggi. Questo ha comunque il rischio di limitare la creatività, per cui è bene periodicamente rimettere tutto in discussione a capire se quello che &quot;non si poteva fare&quot; vale invece la pena di provarlo. 

2 - Grafica web 2.0
In generale non mi piace la tendenza di realizzare design e template molto simili, come sta accadendo negli ultimi mesi: lo dicevo un po&#039; sopra nell&#039;intervista. E&#039; il momento di osare un poco di più, soprattutto per quanto riguarda il loghi. Non sono uno di quelli che odia il termine &quot;web 2.0&quot;, anzi, penso contenga molte verità, ma personalmente mi viene da legarlo a molte sfacettature come la programmazione, il marketing, l&#039;usabilità, e un po&#039; meno alla grafica. Viva i colori non standard, abbasso gli effetti a specchio e i template tutti uguali!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao a tutti.</p>
<p>Dò un breve contributo alla conversazione.</p>
<p>1 &#8211; Lavoro a distanza<br />
Ho sempre lavorato in azienda e mai per conto terzi, se non in rare occasioni. Mi è successo però di aver lavorato con collaboratori che si trovavano a distanza e non posso dire che la mia esperienza sia completamente positiva. Il problema principale è quello di comunicazione, soprattutto se tra il layout e la versione finale c&#8217;è di mezzo un sistema di gestione dei contenuto (CMS). Ogni CMS ha infatti, nel bene o nel male, dei vincoli, che è bene rispettare, se non si vuole duplicare o triplicare i tempi di consegna del progetto. Ma è molto difficile, anche indicando esempi concreti già fatti, far capire ad alcuni (ripeto, alcuni) designer che non possono considerare il browser come una pagina bianca in cui progettare tutto quello che vogliono. E&#8217; anche molto difficile far capire fino a dove ci si può spingere, cosa è concesso, cosa è concesso con fatica, cosa non è concesso. E&#8217; un processo molto difficoltoso. All&#8217;oggi in Netech il designer è interno all&#8217;azienda, ed è ormai perfettamente conscio dei vincoli, tanto che li riesce a sfruttare e trarne dei grossi vantaggi. Questo ha comunque il rischio di limitare la creatività, per cui è bene periodicamente rimettere tutto in discussione a capire se quello che &#8220;non si poteva fare&#8221; vale invece la pena di provarlo. </p>
<p>2 &#8211; Grafica web 2.0<br />
In generale non mi piace la tendenza di realizzare design e template molto simili, come sta accadendo negli ultimi mesi: lo dicevo un po&#8217; sopra nell&#8217;intervista. E&#8217; il momento di osare un poco di più, soprattutto per quanto riguarda il loghi. Non sono uno di quelli che odia il termine &#8220;web 2.0&#8243;, anzi, penso contenga molte verità, ma personalmente mi viene da legarlo a molte sfacettature come la programmazione, il marketing, l&#8217;usabilità, e un po&#8217; meno alla grafica. Viva i colori non standard, abbasso gli effetti a specchio e i template tutti uguali!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mik</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12507</link>
		<dc:creator>mik</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2007 14:01:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12507</guid>
		<description>Ciao Nicolò e  ben tornato su blographik :) .

Piccola parentesi:
per chi volesse conoscere meglio Nicolò consiglio la lettura del seguente articolo:
&lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;collegamento esterno all&#039;anteprima dell&#039;intervista a Nicolò Volpato&quot; href=&quot;http://www.blographik.it/2006/12/27/nuova-intervista-web-designer-italiano/&quot;&gt;A breve una nuova intervista ad un web designer italiano di talento&lt;/a&gt;.

Hai posto delle ottime domande ad Antonio Volpon che spero abbai il tempo di dire la sua, in merito allo sviluppo di questa interessante discussione.

Sono d&#039;accordo con Il tuo parere sul &lt;a title=&quot;collegamento esterno alla definizione di visual design su google&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.google.it/search?q=define%3A+visual+design&amp;ie=utf-8&amp;oe=utf-8&amp;rls=org.mozilla:it:official&amp;client=firefox-a&quot;&gt;design visuale&lt;/a&gt; omologato del &lt;a title=&quot;collegamento esterno alla defnizione di web 2.0 su wikipedia&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0&quot;&gt;web 2.0&lt;/a&gt;.

Anche secondo me le immagini in un progetto in rete, devono comunicare e rendere facilmente comprensibile gli argomenti trattati dal sito stesso.

Sto leggendo un libro sull&#039; &lt;a title=&quot;collegamento esterno al sito per chiarimenti sull&#039;Art Semiology&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=2262&amp;id_area=213&quot;&gt;Art Semiology&lt;/a&gt; che spiega sia l&#039;importanza della grafica, dei video, di un&#039;opera e anche di un sito web per &lt;strong&gt;esprimere sensazioni ed emozioni&lt;/strong&gt; sia come &lt;strong&gt;raggiungere la massima efficacia comunicativa&lt;/strong&gt; attraverso determinati metodi.

Il libro è diviso in due parti, è possibile acquistarlo on line in versione pdf, è molto economico e di facilissima lettura.

Ne ho parlato nell&#039;articolo in cui consiglio alcune letture:
&lt;a title=&quot;collegamento esterno all&#039;articolo su blographik&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.blographik.it/2006/11/30/libri-da-leggere-web-design-podcasting/&quot;&gt;7 Libri da leggere - dal web design al web marketing passando per il podcasting&lt;/a&gt;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Nicolò e  ben tornato su blographik <img src='http://www.blographik.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  .</p>
<p>Piccola parentesi:<br />
per chi volesse conoscere meglio Nicolò consiglio la lettura del seguente articolo:<br />
<a target="_blank" title="collegamento esterno all'anteprima dell'intervista a Nicolò Volpato" href="http://www.blographik.it/2006/12/27/nuova-intervista-web-designer-italiano/">A breve una nuova intervista ad un web designer italiano di talento</a>.</p>
<p>Hai posto delle ottime domande ad Antonio Volpon che spero abbai il tempo di dire la sua, in merito allo sviluppo di questa interessante discussione.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con Il tuo parere sul <a title="collegamento esterno alla definizione di visual design su google" target="_blank" href="http://www.google.it/search?q=define%3A+visual+design&#038;ie=utf-8&#038;oe=utf-8&#038;rls=org.mozilla:it:official&#038;client=firefox-a">design visuale</a> omologato del <a title="collegamento esterno alla defnizione di web 2.0 su wikipedia" target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0">web 2.0</a>.</p>
<p>Anche secondo me le immagini in un progetto in rete, devono comunicare e rendere facilmente comprensibile gli argomenti trattati dal sito stesso.</p>
<p>Sto leggendo un libro sull&#8217; <a title="collegamento esterno al sito per chiarimenti sull'Art Semiology" target="_blank" href="http://www.comunitazione.it/leggi.asp?id_art=2262&#038;id_area=213">Art Semiology</a> che spiega sia l&#8217;importanza della grafica, dei video, di un&#8217;opera e anche di un sito web per <strong>esprimere sensazioni ed emozioni</strong> sia come <strong>raggiungere la massima efficacia comunicativa</strong> attraverso determinati metodi.</p>
<p>Il libro è diviso in due parti, è possibile acquistarlo on line in versione pdf, è molto economico e di facilissima lettura.</p>
<p>Ne ho parlato nell&#8217;articolo in cui consiglio alcune letture:<br />
<a title="collegamento esterno all'articolo su blographik" target="_blank" href="http://www.blographik.it/2006/11/30/libri-da-leggere-web-design-podcasting/">7 Libri da leggere &#8211; dal web design al web marketing passando per il podcasting</a>.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nicolò</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12495</link>
		<dc:creator>Nicolò</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2007 11:58:43 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12495</guid>
		<description>Bella intervista, si toccano argomenti di notevole interesse.

Riaggangiondomi un attimo al discorso gruppo di lavoro / lavoro remoto.

Personalmente, collaboro con varie web agency, pur lavorando al 90% in modalità remota. Per quella che è la mia esperienza, in vari contesti di web agency ho notato una netta separazione tra grafici e programmatori, sia nelle competenze che nella fasi del lavoro, senza che nessuno dei due avesse né un&#039;idea chiara né un approccio serio al problema dell&#039;usabilità.

Credo che una valutazione dei vantaggi gruppo di lavoro / lavoro remoto sia sempre molto legata al contesto, alle persone (e alla qualità dei rapporti tra esse), all&#039;ambiente di lavoro ed al livello di competenza individuale dei professionisti coinvolti.

Sicuramente un gruppo affiatato e preparato può giungere a risultati eccellenti. Altre volte forse è meglio un singolo professionista competente, rispetto ad un gruppo disunito o al lavoro parcellizato.

Ora invece una cosa su cu mi piacerebbe sentire il parere di Antonio (e di chiunque voglia rispondere).

Il Web2.0, come tendenza del web design, ha senz&#039;altro portato, allargando la base di utenza sia dal lato utilizzatori che dal lato designer/sviluppatori, ad una progressiva affermazione dei Web Standard e ad un&#039;attenzione maggiore verso l&#039;usabilità.

Tuttavia, credo che abbia portato ad una altrettano progressiva standardizzazione e omologazione del visual design, delle palette di colori, della scelta dei font, del layout e di molti elementi grafici ricorrenti (header, icone, ecc.).
Personalmente, ho sempre creduto che il design visuale, perché fosse un design di qualità, dovesse avere un valore semantico ed aggiungere informazione (oltre che appeal) alla pagina.

In che misura ritieni che un design omologato come quello Web2.0, talvolta anonimo e quasi &quot;in serie&quot;, possa influire sulla qualità comunicativa (identità, credibilità, memorizzabilità - vedi J.Nielsen)? E quale effetto può avere questo sull&#039;usabilità di un sito web?
(Ovviamente il Web2.0 ha delle notevoli punte di eccellenza, ma mi riferisco alla media).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bella intervista, si toccano argomenti di notevole interesse.</p>
<p>Riaggangiondomi un attimo al discorso gruppo di lavoro / lavoro remoto.</p>
<p>Personalmente, collaboro con varie web agency, pur lavorando al 90% in modalità remota. Per quella che è la mia esperienza, in vari contesti di web agency ho notato una netta separazione tra grafici e programmatori, sia nelle competenze che nella fasi del lavoro, senza che nessuno dei due avesse né un&#8217;idea chiara né un approccio serio al problema dell&#8217;usabilità.</p>
<p>Credo che una valutazione dei vantaggi gruppo di lavoro / lavoro remoto sia sempre molto legata al contesto, alle persone (e alla qualità dei rapporti tra esse), all&#8217;ambiente di lavoro ed al livello di competenza individuale dei professionisti coinvolti.</p>
<p>Sicuramente un gruppo affiatato e preparato può giungere a risultati eccellenti. Altre volte forse è meglio un singolo professionista competente, rispetto ad un gruppo disunito o al lavoro parcellizato.</p>
<p>Ora invece una cosa su cu mi piacerebbe sentire il parere di Antonio (e di chiunque voglia rispondere).</p>
<p>Il Web2.0, come tendenza del web design, ha senz&#8217;altro portato, allargando la base di utenza sia dal lato utilizzatori che dal lato designer/sviluppatori, ad una progressiva affermazione dei Web Standard e ad un&#8217;attenzione maggiore verso l&#8217;usabilità.</p>
<p>Tuttavia, credo che abbia portato ad una altrettano progressiva standardizzazione e omologazione del visual design, delle palette di colori, della scelta dei font, del layout e di molti elementi grafici ricorrenti (header, icone, ecc.).<br />
Personalmente, ho sempre creduto che il design visuale, perché fosse un design di qualità, dovesse avere un valore semantico ed aggiungere informazione (oltre che appeal) alla pagina.</p>
<p>In che misura ritieni che un design omologato come quello Web2.0, talvolta anonimo e quasi &#8220;in serie&#8221;, possa influire sulla qualità comunicativa (identità, credibilità, memorizzabilità &#8211; vedi J.Nielsen)? E quale effetto può avere questo sull&#8217;usabilità di un sito web?<br />
(Ovviamente il Web2.0 ha delle notevoli punte di eccellenza, ma mi riferisco alla media).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mik</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12447</link>
		<dc:creator>mik</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2007 22:20:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12447</guid>
		<description>Tommaso ti ringrazio per aver condiviso con noi la tua esperienza professionale.
Se qualcuno dei lettori di blographik non conosce (ancora) il profilo di &lt;strong&gt;Tommaso Baldovino&lt;/strong&gt; di &lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;collegamento esterno al blog di Tommaso Baldovino&quot; href=&quot;http://www.tomstardust.com&quot;&gt;tomstardust&lt;/a&gt;, può approfondire leggendo la nostra lunga chiacchierata.

link all&#039;intervista: &lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;collegamento esterno all&#039;intervista on line con Tommaso Baldovino su blographik.it&quot; href=&quot;http://www.blographik.it/2006/10/30/due-chiacchiere-con-eccellente-web-designer-italiano-prima-parte/&quot;&gt;due chiacchiere con un eccellente web designer italiano&lt;/a&gt;.

Volevo passare a tutt&#039;altro discorso e &lt;strong&gt;far partecipare anche Antonio Volpon&lt;/strong&gt; (se il suo poco tempo a disposizione lo permette):

ho visto il sito della &lt;a target=&quot;_blank&quot; title=&quot;collegamento esterno al sito&quot; href=&quot;http://www.netech.it&quot;&gt;Netech&lt;/a&gt; (l&#039;azienda dove Antonio ricopre il ruolo di project manager), la grafica e gli ultimi lavori eseguiti mi sembrano molto ben curati e gradevoli, con un uso di Flash non invasivo e molto comunicativo.

Pongo ad Antonio un altro paio di domande in merito:

i lavori della Netech sono realizzati &lt;strong&gt;in collaborazione con web designer&lt;/strong&gt; esterni o sono presenti professionisti del settore all&#039;interno dell&#039; azienda?

puoi farci i nomi di questi eventuali collaboratori (se vogliono possono partecipare attivamente alla discussione) e i loro eventuali siti web di riferimento?

negli ultimi siti pubblicati quanto hai collaborato anche tu &lt;strong&gt;dal punto di vista grafico&lt;/strong&gt;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tommaso ti ringrazio per aver condiviso con noi la tua esperienza professionale.<br />
Se qualcuno dei lettori di blographik non conosce (ancora) il profilo di <strong>Tommaso Baldovino</strong> di <a target="_blank" title="collegamento esterno al blog di Tommaso Baldovino" href="http://www.tomstardust.com">tomstardust</a>, può approfondire leggendo la nostra lunga chiacchierata.</p>
<p>link all&#8217;intervista: <a target="_blank" title="collegamento esterno all'intervista on line con Tommaso Baldovino su blographik.it" href="http://www.blographik.it/2006/10/30/due-chiacchiere-con-eccellente-web-designer-italiano-prima-parte/">due chiacchiere con un eccellente web designer italiano</a>.</p>
<p>Volevo passare a tutt&#8217;altro discorso e <strong>far partecipare anche Antonio Volpon</strong> (se il suo poco tempo a disposizione lo permette):</p>
<p>ho visto il sito della <a target="_blank" title="collegamento esterno al sito" href="http://www.netech.it">Netech</a> (l&#8217;azienda dove Antonio ricopre il ruolo di project manager), la grafica e gli ultimi lavori eseguiti mi sembrano molto ben curati e gradevoli, con un uso di Flash non invasivo e molto comunicativo.</p>
<p>Pongo ad Antonio un altro paio di domande in merito:</p>
<p>i lavori della Netech sono realizzati <strong>in collaborazione con web designer</strong> esterni o sono presenti professionisti del settore all&#8217;interno dell&#8217; azienda?</p>
<p>puoi farci i nomi di questi eventuali collaboratori (se vogliono possono partecipare attivamente alla discussione) e i loro eventuali siti web di riferimento?</p>
<p>negli ultimi siti pubblicati quanto hai collaborato anche tu <strong>dal punto di vista grafico</strong>?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tom</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12423</link>
		<dc:creator>Tom</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2007 20:12:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12423</guid>
		<description>Credo di capire cosa intendete, lavorare a distanza non permette di avere quel contatto &quot;umano&quot; quotidiano, che ti trovi per forza di cose ad avere in un ufficio dove ogni giorno parli e scambi idee con i colleghi.

Non che la distanza impedisca di restare in contatto, ma per forza di cose il rapporto è meno immediato, questo sì.

Non credo comunque che ciò possa creare problemi e portare un minor scambio di informazioni utili per il lavoro. 

Io lavoro in un&#039;azienda, a stretto contatto con i colleghi, ma mi sono trovato anche a collaborare a distanza con persone che stavano in altre sedi o ad esempio con grafici esterni.. questo non è mai stato un grande problema, quindi per me cambia poco tra le due modalità di lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo di capire cosa intendete, lavorare a distanza non permette di avere quel contatto &#8220;umano&#8221; quotidiano, che ti trovi per forza di cose ad avere in un ufficio dove ogni giorno parli e scambi idee con i colleghi.</p>
<p>Non che la distanza impedisca di restare in contatto, ma per forza di cose il rapporto è meno immediato, questo sì.</p>
<p>Non credo comunque che ciò possa creare problemi e portare un minor scambio di informazioni utili per il lavoro. </p>
<p>Io lavoro in un&#8217;azienda, a stretto contatto con i colleghi, ma mi sono trovato anche a collaborare a distanza con persone che stavano in altre sedi o ad esempio con grafici esterni.. questo non è mai stato un grande problema, quindi per me cambia poco tra le due modalità di lavoro.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mik</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12417</link>
		<dc:creator>mik</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2007 18:21:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12417</guid>
		<description>Quindi Alessandro tu sottolinei il fatto che con questi nuovi metodi comunicativi/lavorativi si sta perdendo il rapporto diretto con i propri collaboratori.

Dalla tuo parere si evidenzia il profilo di un professionista che nonostante tutti i tecnologici sistemi di comunicazione in remoto, andando a stringere lavora praticamente da solo. 

Pensiamo anche che in questo modo molti dei costi di gestione di un normale ufficio si abbattono, anche se le spese ci sono comunque (adsl, luce, gas etc) ma in percentuali più basse.


Pensate che non avendo una collaborazione faccia a faccia potrebbe verificarsi anche un minor scambio di conoscenze e    informazioni utili per il proprio lavoro?

 Quante persone o collaboratori conoscete che lavorano in questo modo?

Qual&#039;è secondo voi la percentuale di soddisfazione di questo metodo lavorativo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quindi Alessandro tu sottolinei il fatto che con questi nuovi metodi comunicativi/lavorativi si sta perdendo il rapporto diretto con i propri collaboratori.</p>
<p>Dalla tuo parere si evidenzia il profilo di un professionista che nonostante tutti i tecnologici sistemi di comunicazione in remoto, andando a stringere lavora praticamente da solo. </p>
<p>Pensiamo anche che in questo modo molti dei costi di gestione di un normale ufficio si abbattono, anche se le spese ci sono comunque (adsl, luce, gas etc) ma in percentuali più basse.</p>
<p>Pensate che non avendo una collaborazione faccia a faccia potrebbe verificarsi anche un minor scambio di conoscenze e    informazioni utili per il proprio lavoro?</p>
<p> Quante persone o collaboratori conoscete che lavorano in questo modo?</p>
<p>Qual&#8217;è secondo voi la percentuale di soddisfazione di questo metodo lavorativo?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro D'agnano</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12410</link>
		<dc:creator>Alessandro D'agnano</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2007 14:53:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12410</guid>
		<description>Forse non sono riuscito a spiegarmi...
Anche io sostengo il fatto che lavorare da remoto ci si riesce benissimo (io svolgo il 99% delle mie attività in questa modalità), solo che obiettavo su una cosa...

Lavorare nel web era ed è un modo di lavorare in cooperazione in cui tutte le professionalità si riconoscevano in ambienti adiacenti.
Le possibilità tecniche del mezzo però ha fatto di questo lavoro cooperativo per antonomasia un lavoro prettamente &quot;da solisti&quot; almeno come contatto fisico...

Questa è la mia perlessità!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse non sono riuscito a spiegarmi&#8230;<br />
Anche io sostengo il fatto che lavorare da remoto ci si riesce benissimo (io svolgo il 99% delle mie attività in questa modalità), solo che obiettavo su una cosa&#8230;</p>
<p>Lavorare nel web era ed è un modo di lavorare in cooperazione in cui tutte le professionalità si riconoscevano in ambienti adiacenti.<br />
Le possibilità tecniche del mezzo però ha fatto di questo lavoro cooperativo per antonomasia un lavoro prettamente &#8220;da solisti&#8221; almeno come contatto fisico&#8230;</p>
<p>Questa è la mia perlessità!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mik</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12328</link>
		<dc:creator>mik</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2007 13:26:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12328</guid>
		<description>Ringrazio sia Alessandro che Tommaso per aver aperto la discussione con argomenti molto interessanti.

Agganciandomi al discorso della &lt;strong&gt;collaborazione del lavoro in remoto&lt;/strong&gt; per la realizzazione di progetti in rete, ho avuto alcune esperienze al riguardo che non mi hanno portato nessun problema.

un esempio ancora più calzante è sicuramente il lavoro di &lt;a title=&quot;collegamento esterno al sito di Mauro Sanna&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.maurosanna.com/&quot;&gt;Mauro Sanna&lt;/a&gt; (professionista nella grafica e nell&#039;illustrazione) che&lt;a title=&quot;collegamento esterno all&#039;intervista a Mauro Sanna&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://www.blographik.it/2007/01/11/intervista-mauro-sanna-illustratore-grafico-web-designer/&quot;&gt; ho intervistato su blographik&lt;/a&gt; dove si evidenzia quanto il web sia cambiato negli ultimi anni.

In questo caso, come dice bene anche Tommaso, Mauro ha uno &lt;strong&gt;spendido rapporto di lavoro&lt;/strong&gt; con persone che non vede praticamente mai.
Il feeling tra i vari &quot;colleghi&quot; deve essere perfetto per poter &lt;strong&gt;portare a termini progetti&lt;/strong&gt; in cui si fondono varie figure professionali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio sia Alessandro che Tommaso per aver aperto la discussione con argomenti molto interessanti.</p>
<p>Agganciandomi al discorso della <strong>collaborazione del lavoro in remoto</strong> per la realizzazione di progetti in rete, ho avuto alcune esperienze al riguardo che non mi hanno portato nessun problema.</p>
<p>un esempio ancora più calzante è sicuramente il lavoro di <a title="collegamento esterno al sito di Mauro Sanna" target="_blank" href="http://www.maurosanna.com/">Mauro Sanna</a> (professionista nella grafica e nell&#8217;illustrazione) che<a title="collegamento esterno all'intervista a Mauro Sanna" target="_blank" href="http://www.blographik.it/2007/01/11/intervista-mauro-sanna-illustratore-grafico-web-designer/"> ho intervistato su blographik</a> dove si evidenzia quanto il web sia cambiato negli ultimi anni.</p>
<p>In questo caso, come dice bene anche Tommaso, Mauro ha uno <strong>spendido rapporto di lavoro</strong> con persone che non vede praticamente mai.<br />
Il feeling tra i vari &#8220;colleghi&#8221; deve essere perfetto per poter <strong>portare a termini progetti</strong> in cui si fondono varie figure professionali.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tom</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12322</link>
		<dc:creator>Tom</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2007 09:43:51 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12322</guid>
		<description>Molto interessante questa intervista, ben realizzata soprattutto perchè affronta diversi temi.

Rispondendo ad Alessandro credo che per un team di sviluppo il lavoro a distanza non sia un grande male, e soprattutto non credo che la bontà di un progetto possa essere minata dalla distanza dei suoi realizzatori..

Il problema più grande, che spesso rende un sito mediocre, si presenta quando i vari partecipanti non collaborano a sufficienza tra loro e si creano delle nette divisioni tra le varie fasi realizzative.  Se ad esempio l&#039;architettura delle informazioni viene studiata perfettamente, ma poi si ha un atteggiamento del tipo &quot;non è colpa mia se il web designer non la sa rispettare&quot;, allora meglio lasciar perdere!

Concordo che i contratti attuali spesso non aiutino.. anche quello è un problema serio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto interessante questa intervista, ben realizzata soprattutto perchè affronta diversi temi.</p>
<p>Rispondendo ad Alessandro credo che per un team di sviluppo il lavoro a distanza non sia un grande male, e soprattutto non credo che la bontà di un progetto possa essere minata dalla distanza dei suoi realizzatori..</p>
<p>Il problema più grande, che spesso rende un sito mediocre, si presenta quando i vari partecipanti non collaborano a sufficienza tra loro e si creano delle nette divisioni tra le varie fasi realizzative.  Se ad esempio l&#8217;architettura delle informazioni viene studiata perfettamente, ma poi si ha un atteggiamento del tipo &#8220;non è colpa mia se il web designer non la sa rispettare&#8221;, allora meglio lasciar perdere!</p>
<p>Concordo che i contratti attuali spesso non aiutino.. anche quello è un problema serio.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro D'agnano</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12321</link>
		<dc:creator>Alessandro D'agnano</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2007 08:26:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12321</guid>
		<description>Molto complesso rispondere a tutto quello che si è detto.
Una cosa mi preme sottolineare nell&#039;intervento di Antonio.
Lui, come me, è uno di quelle persone che hanno cominciato a lavorare nel web in tempi in cui un &quot;web designer&quot; faceva tutto.

In Italia le professionalità stanno piano piano distinguendosi e questo è un bene sia per le aziende sia e soprattutto per le risorse.

Questo discorso però riflesso sulle attività necessarie allo sviluppo web complica un pò le cose. Come giustamente diceva Antonio, accessibilità e usabilità devono essere correlate e non a &quot;compartimenti stagni&quot;. Stesso discorso vale per tutte le professioni &quot;adiacenti&quot;. Penso, infatti, che nel mondo web ci siano professioni che a coppie siano &quot;adiacenti&quot; tra di loro, cioè condividano almeno il 40% degli skills.

Questo discorso però cozza un pò con la divisione netta dei ruoli.
Poi c&#039;è un altro discorso molto critico. Il web è nato come lavoro di gruppo per antonomasia. SIgnifica che un progetto end to end è davvero valido quando tutti gli attori partecipano assieme, partendo dal brain storming fino alla parte di test e debug.

Cosa succede però molto più spesso? Sia per la presenza sempre più massiccia di contratti &quot;atipici&quot;, sia per l&#039;obiettiva opportunità di Internet molti progetti vengono prodotti da figure molto ben distinte ma che lavorano in remoto.

Questo è normale perchè Internet permette proprio di ridurre le distanze. Con persone che ci lavorano con la rete questo è ancora più semplice, perchè in veste di power user, questi ultimi sanno usare gli strumenti più sofisticati per la condivisione del lavoro dal web. Quindi strumenti come Skype, Msn, Google Documents e molti altri, permettono di creare reti di collaboratori molto fitte...

In questo caso la professionalità è salva, ma il lavoro di gruppo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto complesso rispondere a tutto quello che si è detto.<br />
Una cosa mi preme sottolineare nell&#8217;intervento di Antonio.<br />
Lui, come me, è uno di quelle persone che hanno cominciato a lavorare nel web in tempi in cui un &#8220;web designer&#8221; faceva tutto.</p>
<p>In Italia le professionalità stanno piano piano distinguendosi e questo è un bene sia per le aziende sia e soprattutto per le risorse.</p>
<p>Questo discorso però riflesso sulle attività necessarie allo sviluppo web complica un pò le cose. Come giustamente diceva Antonio, accessibilità e usabilità devono essere correlate e non a &#8220;compartimenti stagni&#8221;. Stesso discorso vale per tutte le professioni &#8220;adiacenti&#8221;. Penso, infatti, che nel mondo web ci siano professioni che a coppie siano &#8220;adiacenti&#8221; tra di loro, cioè condividano almeno il 40% degli skills.</p>
<p>Questo discorso però cozza un pò con la divisione netta dei ruoli.<br />
Poi c&#8217;è un altro discorso molto critico. Il web è nato come lavoro di gruppo per antonomasia. SIgnifica che un progetto end to end è davvero valido quando tutti gli attori partecipano assieme, partendo dal brain storming fino alla parte di test e debug.</p>
<p>Cosa succede però molto più spesso? Sia per la presenza sempre più massiccia di contratti &#8220;atipici&#8221;, sia per l&#8217;obiettiva opportunità di Internet molti progetti vengono prodotti da figure molto ben distinte ma che lavorano in remoto.</p>
<p>Questo è normale perchè Internet permette proprio di ridurre le distanze. Con persone che ci lavorano con la rete questo è ancora più semplice, perchè in veste di power user, questi ultimi sanno usare gli strumenti più sofisticati per la condivisione del lavoro dal web. Quindi strumenti come Skype, Msn, Google Documents e molti altri, permettono di creare reti di collaboratori molto fitte&#8230;</p>
<p>In questo caso la professionalità è salva, ma il lavoro di gruppo?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Un lustro di Fucinaweb -- Fucinaweb - Idee per forgiare siti</title>
		<link>http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-web-project-manager/comment-page-1/#comment-12308</link>
		<dc:creator>Un lustro di Fucinaweb -- Fucinaweb - Idee per forgiare siti</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 23:07:04 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.blographik.it/2007/01/31/intervista-antonio-volpon-project-manager-web-designer/#comment-12308</guid>
		<description>[...] Mi fermo qui, ma per chi volesse saperne di più vi consiglio di leggere l&#8217;intervista che il bravo Mirko di Blographik mi ha rivolto in questi giorni e che affronta anche altri temi a me cari, come il project management e il difficile rapporto con il cliente e l&#8217;usabilità. Questi i primi cinque anni di questo sito: suggerimenti su come affrontare i prossimi cinque? [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Mi fermo qui, ma per chi volesse saperne di più vi consiglio di leggere l&#8217;intervista che il bravo Mirko di Blographik mi ha rivolto in questi giorni e che affronta anche altri temi a me cari, come il project management e il difficile rapporto con il cliente e l&#8217;usabilità. Questi i primi cinque anni di questo sito: suggerimenti su come affrontare i prossimi cinque? [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

