[Video] SEO: Perchè devi evitare come la peste la compravendita di link?

Vuoi capire perchè il tuo blog può venire penalizzato da google per aver venduto o acquistato dei link?
In questo secondo appuntamento della mini serie dedicata a questo delicato argomento, Michele Caivano ci segnala i motivi per cui evitarli.
Dai un’occhiata al video qui sotto, e offri il tuo contributo o la tua esperienza in merito.

Sfuggi dal desiderio di guadagnare qualche euro con la vendita di qualche text link sul tuo blog

Ho offerto in un articolo di qualche tempo fa, alcuni consigli su come inserire un link a pagamento senza incorrere in penalizzazioni da parte di google.

Nella sua video presentazione nella prima parte di questa serie, Michele ha introdotto alcuni motivi per cui il tuo blog potrebbe sparire dai risultati di google.
In questo appuntamento scoprirai i motivi per cui sia Michele che io (per esperienza personale) ti sconsigliamo vivamente di far uso della compravendita di link.

Trascrizione integrale del video

Penalizzazioni di google per vendita e acquisto link.
Ho a che fare spesso con agenzie che hanno sviluppatori che spesso non sanno niente di posizionamento nei motori di ricerca.
Non è una colpa però è un problema.

Il cliente ti commissiona il sito per un’esigenza di visibilità.
Il sito/blog deve essere progettato tenendo conto sia delle varie funzioni, che per il suo fine ultimo, cioè di garantire al cliente finale dei risultati economici.

Tra i suoi algoritmi google utilizza il pagerank, che valuta il valore di una pagina web attraverso i link.
Essendo il link una citazione editoriale,  se io pago un webmaster per inserire un collegamento nel suo sito, google quando effettuerà la scansione della pagina e riscontrerà la presenza di questo collegamento, capirà che “il sito B” che ha citato “il sito A”, ha una sua importanza, ed il posizionamento migliora.

Questo determina però una penalizzazione per un motivo molto semplice.
La citazione editoriale deve essere spontanea.

Se compro un link su un sito di un’altra persona, la sto pagando per parlare bene di me.
Questo comportamento viene penalizzato dai motori di ricerca poichè stai cercando di ottenere un buon posizionamento non per le tue qualità, ma perchè stai trovando delle scorciatoie.

  • Sei stato penalizzato anche tu nei motori di ricerca per compravendita di link?
  • Come hai risolto il problema?

A te la parola nella discussione qui sotto.

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  • Rscarciello

    Una domanda: come fa Google a capire se il link è spontaneo o a pagamento?

    • http://www.blographik.it Mirko

      Bella domanda ;) .
      Usa vari metodi.

      Ad esempio se ci sono link senza no-follow (inclusi i banner) presenti in una sezione chiamata “amici, sponsor, pubblicità” etc, google capisce bene che si tratta di contenuto a pagamento.

      Lo consigliavo anche in questo articolo (c’è un link di approfondimento se ci fai caso), un suggerimento utile per evitare che questi link siano penalizzanti.

      Basta usare il parametro no-follow per evitare di non assegnare valore alla pagina linkata, in questo modo possiamo procedere alla vendita di link senza però essere penalizzati, perchè segnaliamo ache google non deve seguire, indicizzare e dare valore a quel collegamento.

      Vediamo se altri lettori di blographik hanno altri suggerimenti in merito.

      Grazie per aver aperto la discussione.

    • http://www.fortunecat.it Michele Caivano

      Dipende molto dalla posizione del link e dall’anchor text che usi. Più il link è innaturale, fuori tema, poco visibile, ecc… più è probabile che sia percepito da google come “a pagamento”.

      • http://www.blographik.it Mirko

        Grazie Michele per il tuo contributo, ottimi suggerimenti per capire come è meglio evitare di far capire a google come viene percepito un link a pagamento.

        La prossima settimana ci sarà un altro video in cui tu offri altri suggerimenti sempre in merito alle penalizzazioni di google derivanti questa volta da….lasciamo la sorpresa per martedi prossimo.

        Per chi è interessato a ricevere info via email, può iscriversi alla mia newsletter:
        http://www.blographik.it/scarica-gratis.html

  • Anonimo

    Mirko, la palla passa a me :D

    bhè allora mi chiedo, la soluzione?
    Cioè o hai una decina di siti del 2002 con 300 pagine nel indice di google tematici o tematica simile al sito da promuovere, o aspetti l’anima buona che ti linka , considerando che sei un azienda e non un blogger, quindi la possibilità arriva a zero.

    Si, google sicuramente non è per la vendita di link, ma altro giorno è uscito il caso del negozio americano che acquistava link da anni, ma è dovuto uscire sul New Yorks Time per essere bannato da google, nei casi normali dovrei avere un aumento di link pauroso per essere sottofiltro.

    Sarei tanto curioso, chi paga per avere un link nofollow sul web ?

    =)

    seoline

    • http://www.blographik.it Mirko D’Isidoro

      Bene Seoline non so se sei già passato da queste parti, intanto ti do il mio benvenuto come lettore e commentatore, poi magari se vorrai entrare in gioco dalla porta principale, puoi scrivere qualche guest post seguendo le linee guida che puoi leggere qui:

      http://www.blographik.it/2008/12/17/linee-guida-per-collaborare-come-guest-poster-su-blographik/

      Hai ragione in merito al poco valore che ha un link no-follow per google, e che nessuno acquisterebbe un banner con questo parametro, ma io non ne sarei tanto sicuro, offro il mio punto di vista qui sotto.

      Se il blog piace ai lettori, che partecipano ai commenti, discutono, è ben posizionato nei motori ed ha un traffico notevole per la nicchia a cui si riferisce, insomma un progetto di grande valore.
      In questo caso, se questo blog offrisse un banner con link no-follow (per evitare appunto penalizzazioni potenziali da google), è pubblicizza un prodotto o servizio che risolve un problema comune ai lettori di quel blog, pensi che non valga la pena pagare quel blog per essere presenti con una visibilità senza link nofollow?

      Immaginati un esempio concreto:

      creo un software fantastico che risolve il problema di tutti i seo, e lo pubblicizzo sul tagliaerbe, pensi che anche se il parametro è no-follow io non riuscirei a vendere questo mio prodotto o servizio, a discapito forse della visibilità nei risultati di ricerca, ma a vantaggio dei miei introiti economici?

      Alla fine ciò che noi vogliamo non è essere primi su google, ma vendere un nostro prodotto o servizio.

      Cosa ne pensi della mia idea?
      Ti ripasso di nuovo la palla e grazie per aver condiviso la tua opinione.

      • Anonimo

        si ma in questo caso è pubblicità pura. Cioè un banner, a me piace ci clicco, divento lead e tanti saluti.
        Ma un dofollow non mi migliora in nessun modo la posizione. Si, esite un fattore di visite per google, dove un sito se è freguentato non lo banno perchè se è visitato allora è utile.
        Pero’ il mio punto di vista era il fatto che questo signore nel video, un ragazzo che avrà la mia età o su di li, dici cose X, mentre nella realtà ci sono cose Y. Io non vedo come un azienda che promuove un servizio puo’ fare a meno di acquistare backlink’s dai siti autorevoli per determinate keyword. Si autorevoli e tematici, ma sempre a pagamento è. .
        Ultima cosa, e poi finisco. Parliamo tanto del ban di google, il che è giusto. Ma non è un cosa automatica. CIoè non è come nei quiz dove hai 3 risposte, A B C , metti la C e si accende la lucina rossa con il rumore di Taac, hai perso. Quelli che sono stati riportati su NY times,acquistavano centinaia di link al giorno ( visto le tematiche con molto flusso di keyword, negozio ecc) . Si diventano backlink’s poi a suo tempo, pero’ comunque se a loro non è stato fatto niente, vuoi che a un user seo webmaster che acquista 20 link venga applicato un filtro?
        Tanto per citare un altro esempio, il contest di GT sulla chiave instantempo. Ti ricordi che link aveva? ;) e dai che erano tutti spam siti/commenti fatti con xrummer :) ))

        • http://www.blographik.it Mirko D’Isidoro

          Hai ragione in merito al cercare di aumentare i backlink perchè fondamentale come strategia seo per migliorarsi nei risultati di ricerca.

          In merito a ciò che affermi riguardo Michele, cerco di far rispondere direttamente lui, visto che lo hai chiamato in causa.

          Pensa sempre che Michele nel suo intervento, si riferiva ad un pubblico di svilupptori e web designer, dei tecnici ma non esperti di seo.

          Grazie per avermi segnalato i due esempi del NY times e del contest GT, c’è un pò da riflettere su ciò che segnali.

        • http://www.blographik.it Mirko D’Isidoro

          Hai ragione in merito al cercare di aumentare i backlink perchè fondamentale come strategia seo per migliorarsi nei risultati di ricerca.

          In merito a ciò che affermi riguardo Michele, cerco di far rispondere direttamente lui, visto che lo hai chiamato in causa.

          Pensa sempre che Michele nel suo intervento, si riferiva ad un pubblico di svilupptori e web designer, dei tecnici ma non esperti di seo.

          Grazie per avermi segnalato i due esempi del NY times e del contest GT, c’è un pò da riflettere su ciò che segnali.