Hai notato come in questi giorni impazza sul web la mania del bellimbusto?
In pratica seo training (un’agenzia seo), ha pensato bene di fare un contest seo, dove il primo classificato vince un ipad ed in più la possibilità di entrare nello staff di SEOCoach.
Di solito non mi faccio coinvolgere da contest o concorsi del genere, ma in questo caso ho fatto un’eccezione alla regola, è in men che non si dica ho registrato un dominio e l’ho proposto come possibile vincitore del contest.
Non mi piace molto l’ idea di partecipare ad una gara dove ogni piccolo trucco viene messo allo scoperto, ma è pur vero che se non provi a sfidare te stesso in queste situazioni non migliorerai mai.
Ecco, la cosa che mi ha spinto a partecipare è la voglia di migliorare le tecniche seo, che in questi ultimi anni ho utilizzato per posizionare i siti del mio network o quelli dei clienti.
Il contest è iniziato da pochi giorni, e già ho avuto modo di scoprire come qualcuno utilizza delle tecniche black hat, per posizionare al meglio siti di supporto e pagine di social network.
Che cosa sono le tecniche Black Hat SEO?
Mi spiego meglio per chi non dovesse avere nozioni in merito.
Le tecniche black hat sono il lato oscuro (ma che spesso funziona alla grande) della Seo.
L’utilizzo di programmi per la proliferazione di back link ne è un esempio classico.
Sul web sono presenti parecchi software (anche gratuiti) che attraverso delle forzature riescono a scrivere commenti sui blog o su forum, della serie “ciao bel post a presto e guarda anche il mio sito http://www….” .
Inserendo un messaggio del genere in uno di questi software, capirai che non sarà difficile avere anche 10.000 back link nel giro di qualche giorno.
Ovviamente Google questo lo sa benissimo!!!
Per un’azione del genere si rischia il ban, ma ci sono azioni black che ancora vengono utilizzate per portare avanti in serp risultati a discapito dei concorrenti, come quella di creare pagine ottimizzate sui social network con il solo intento di posizionarla in serp.
Queste tecniche non sono la scoperta del secolo, però è bello vedere il retroscena, dove i seo all’opera mettono in evidenza le loro invenzioni creative che aggirano il problema del ban, almeno fino a quando Google non decide di aggiungere quella creatività al suo sofisticato algoritmo.
Ebbene si!!! Se Google fa un algoritmo così complesso è un po’ anche colpa nostra che di anno in anno manipoliamo le serp, con posizionamenti organici di tutto rispetto.
Quindi la scelta di partecipare al contest non deriva da una smodata voglia di emergere in questo campo, facendo vedere a tutti che sono un big della seo, anzi a dire il vero si cerca sempre di tenere per se le nozioni acquisite piuttosto che regalarle primo arrivato.
In definitiva ho scelto di partecipare al contest da bellimbusto, per affinare ed apprendere nuove tecniche seo e metterle sul banco di prova.
Un po’ come entrare nella tana delle tigri per dimostrare a me stesso, che anche in situazioni di estrema tensione posso portare a casa nuove info e nuove tecniche per il posizionamento.
Cosa sto facendo per vincere questo contest?

Visto che tutti i domini con key secca erano già stati presi, ho registrato il dominio bellimbustoseo.com.
A parer mio se il contest fosse stato organizzato escludendo i domini con key secca sarebbe stato più competitivo… visto che per chiavi così poco gettonate un dominio secco si posiziona con pochissimo sforzo.
A solo 2 giorni dall’inizio del contest, c’è chi vende il dominio all’asta. Heheheh incredibile vero?
Si è vero che tutto questo emula di buon grado il posizionamento reale, ma così si gioca un po’ sporco no?
Questa è un’altra di quelle piccole cose che non immaginavo di vedere prima di aver preso la decisione di partecipare al contest, e che comunque terrò ben a mente visto che potrebbe essere anche fruttifera come azione.
Nella vita di tutti i giorni, per seguire questo genere di azioni dovresti prendere di mira un’agenzia seo, aspettare che tratta un clientone e vedere come giornalmente cerca di posizionare il sito commissionato.
Bhe facile a dirsi ma non a farsi. Infatti chi prende un cliente da posizionare sull’organico, non credo che lo sbandiera ai 4 venti. Quindi se faccio 2+2 rimangono solo i buoni e cari split test.
A questo punto ti starai domandando:
Bhe allora prendo un sito già posizionato e cerco in rete quali strategie o azioni di web marketing sono state adottate dal seo per il suo posizionamento, così evito tensione e ansia da prestazione.
Niente di più sbagliato.
Quando si inizia a manipolare una serp i risultati cambiano continuamente, prima che un sito possa posizionarsi in uno scalino ben definito, deve passare un po’ di tempo.
Per dirne una, ci sono dei siti che ti permettono di inserire un articolo e che il giorno dopo vedrai comparire su Google News. Quel genere di risultato in serp dura un giorno o due dando una notevole spinta al tuo posizionamento.
A questo punto se non segui passo passo le strategie dell’agenzia seo, non potrai mai capire quali e quanti siti ha coinvolto per posizionare il suo progetto.
Il sito che ho proposto al contest bellimbusto, tratta argomenti divertenti e goliardici.
Ho immaginato un sito da bellimbusto, è ho proiettato l’immagine che avevo in testa su wordpress inserendo categorie come foto, immagini, notizie, video e animazioni,
tutte categorie che contengono come elemento principale il bellimbusto e che quindi attraverso il passaparola sociale è possibile divulgare.
Quindi la mia prima strategia SEO rispetto al contest è stata quella di costruire un progetto che potesse tornare utile agli utenti, e non un sito anonimo senza alcun senso apparente.
Ho creato un piccolo brand, un logo e la dinamica sociale, con la speranza di generare traffico e quindi di non abbandonare il sito dopo la fine del contest.
In pratica ho fatto un match tra usabilità, capacità e necessità.
A questo punto vorrei metterti di fronte ad una scelta.
- Puoi entrare in prima persona nel gioco, anche tu sfidando me e tutti i seo coinvolti al contest;
- Puoi decidere di regalarmi un po’ di fiducia e attenzione, parlando del mio progetto sul tuo sito/blog, in modo da far capire a Google che quello che sto facendo non è solo aria fritta.
Che ne pensi?
Mi aiuterai nell’intento come ha già fatto Il buon vecchio Mirko?
Autore: Marco Salvo di Seopalermo
Photo credits: David Lees/Corbis
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