Web Design: I Wireframe sono ancora utili?

La domanda è d’obbligo secondo me, per diversi motivi.
Innanzi tutto cerchiamo di capire chi li fa questi wireframe.

In realtà medio/grandi questi “blocchi logici” da sottoporre al cliente, vengono realizzati (con o senza ausilio di software dedicati) dai responsabili del progetto, che comunemente sono i Product Manager.

Mi sono trovato, durante la mia esperienza, sempre a visionare Wireframe già approvati al 90% dal cliente. Diverse “slide” stilizzate di come dovrebbe venire il portale/sito in questione.
Il cliente approva, noi designer dobbiamo attenerci alla struttura. Poi ci chiedono creatività !!!

A questo punto il dubbio mi assale.

  • Perchè questi wireframe vengono fatti senza di noi?
  • Senza neanche gli sviluppatori?

esempio-wireframe

Con tutta la conoscenza ed esperienza di grafica e impaginazione un PM non può sostituirsi a noi per il processo creativo. Ed è inutile farci passare il wireframe come “linea guida generale”, perchè l’impostazione oramai è data!

Se il responsabile del progetto, presenta al cliente (e lui approva) uno schema a 3 colonne, con head in alto, menù a tendina orizzontale, news verticali sulla destra, campo di ricerca in alto accostato alla header, noi che cosa possiamo inventarci?

Certo, la nostra bravura sarà quella di scegliere le forme, i colori, i font, ma un vero e bravo web designer è anche un bravo organizzatore di contenuti.

Per me la verà creatività, la vera maestria è quella di realizzare i layout e non quella di inserire piccoli abbellimenti, angoli arrotondati ecc ecc…
Quindi se proprio il nostro PM vuole presentare il suo wireframe, almeno che lo faccia, con la nostra consulenza.

Ma comunque anche se fosse i wireframe rimangono ancora inutili.

Perchè?

Bhe con il consolidarsi delle funzionalità Web 2.0 anche in siti di piccola taglia, mi viene un pò difficile credere che il cliente riesca ad immaginare da solo i comportamenti che il prodotto avrà alla data del rilascio.

Componenti come accordion, ricerca attiva, tab dinamici, ecc saranno difficilmente realizzabili tramite fogli stampati.

Secondo me ci sono almeno due soluzioni alternative per evitare di proporre al cliente i wireframe.

La prima via, quella più veloce ed economica (per budget piccoli o sviluppatori freelance come me), è quella di mostrare “live” al cliente, alcuni comportamenti che si vogliono realizzare, tramite esempi di altri siti/portali.
Si potrà così discutere di tanti aspetti e fare un preciso “tuning” delle aspettative grafiche/funzionali del sito, partendo proprio dalla homepage.

E’  lo stesso processo che si faceva qualche tempo fà, quando volevo mostrare al cliente, che tipo di animazione Flash, avevamo pensato per il suo prodotto.

Chi di voi non lo ha mai fatto?

L’altro approccio, più costoso in fase di “start”, ma molto più professional e scalabile è quello di realizzare un markup Xhtml puro (senza Css) che preveda diverse soluzioni di navigazione e di consultazione dei contenuti. Quindi markup, Javascript (Jquery, Mootools) e volendo un pò di dati dinamici per rendere il tutto realistico. Col tempo avremo una sere di tools da inserire a piacimento in base al nostro cliente…

E tu cosa ne dici?

Articolo pubblicato come guest poster da Alessandro D’Agnano.

Autore: Alessandro D’Agnano
Web designer – Interface designer

Professionista del web da oltre 7 anni, vive e lavora a Roma. Ha diverse conoscenze nell’ambito del web design e dello sviluppo web.

Il suo lavoro spazia dalla creatività pura allo sviluppo di template e graphic design conforme agli standard W3C.

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19 Commenti

  1. 3 febbraio 2009 alle 07:52 | Permalink

    Ciao Alessandro,
    bellissima questione, e se rispondo io puoi capire come in realtà è un discorso ben più ampio del solo settore web, perchè a me capita di dover andare da un cliente dove un PM (o Commerciale) ha già fatto un’analisi dei sistemi da sviluppare tramite un incontro preliminare (io ci metto 15 giorni per fare un’analisi, e lui 2 ore), senza avere una conoscenza tale per poterla fare. A quel punto, quando hai un incontro col cliente al quale sono state dette tante “cazz…..”, devi essere pure bravo a dirottare la soluzione verso qualcosa di più logico, senza smontare le tesi del commerciale che ti ha preceduto.
    Perchè lo facciano e non chiedano a te ? Bè, per una serie di motivi, che io riassumo in :

    a) Perchè devono far vedere di saperne molto con il cliente. Caso pessimo è quando vai da un cliente che capisce piu’ del commerciale e dopo un po’ ti fa: “Se il progetto parte voglio avere a che fare solo con te perchè lui non ne capisce”. Sorridi, gli dici “ok” e non puoi certo dire al commerciale che è stato scoperto e ha fatto una pessima figura.

    b) Per un tentativo di ottimizzare i tempi (secondo loro), dandoti già metà del lavoro fatto (sempre secondo loro), perchè dubitano delle tue capacità commerciali.

    E’ anche capitato di aver a che fare con commerciali piu’ umili che ti chiamano e ti fanno : “devo andare nell’azienda XXX, ma che gli posso vendere ?” e li segui tu, dandogli dritte e soluzioni possibili in base al tipo di attività, ecc. Casi rari pero’ ;)

    Nel web è anche così ? :)

  2. 3 febbraio 2009 alle 11:04 | Permalink

    Sappiamo che siamo sottovalutati: siccome pochissime persone sanno realmente progettare, credono di fare il meglio da soli e non comprendono quanto questa fase delicata *debba* essere lasciata ad altri con le competenze specifiche.

    Per ampliare l’argomento, vi linko un articolo di KobraBlog (Mirko, mi permetto perchè so che ami i lnk di approfondimento, ma rimuovilo pure se ritieni il caso! :) ).
    http://blog.kobracrea.com/index.php/2009/01/28/designer-la-grande-bugia?blog=6

  3. 3 febbraio 2009 alle 11:14 | Permalink

    Pure peggio !
    Cmq le questioni sono varie e complesse. Io non mi voglio certo sostituire al commerciale però sono vere entrambre le affermazioni, ossia (vale per tutte le figure in gioco in un progetto):

    - non va bene che un professionista si okkupi di faccende di un altro, ognuno le sue skills
    - bisogna conoscere la professione “adiacente” per poter fare bene il suo mestiere

    La prima è ovvia. La seconda è un pò meno ovvia e spiego il mio punto di vista.
    In un progetto web medio/grande possiamo avere queste figure professionali che si dividono gli step:
    commerciale, product manager, creativo e markup, coder e debugger

    Quello che penso è che ognuno di questi debba conoscere un pò meglio le criticità del lavoro del suo collaboratore più prossimo. Ovviamente chi si trova in mezzo alla catena deve conoscere sia quello che lo precede che quello che lo segue.
    Nel mio caso io (web designer) per fare bene il mio lavoro, dovrei conoscere bene tutto del cliente, delle sue desiderata e delle offerte tecnologiche del web. Questo per interfacciarmi bene con il PM.
    Per fare un markup e un debug ottimo dei miei template devo conoscere come funziona un ciclo for server side e altri particolari del lavoro di un programmatore. Compreso le possibilità tecniche che il linguaggio utilizzato offre.

    Che ne pensate?

  4. 3 febbraio 2009 alle 11:15 | Permalink

    bel post!….io spesso mi son dovuta confrontare con la realizzazione di wireframe, ma giustamente io ero (e sono) la web designer!.
    la cosa assurda che mi è capitata pero’, è che un grosso cliente scambiasse (ehm…ehm…) per wireframe la proposta grafica del sito fatto e (quasi) finito.
    Ovviamente senza sganciare un centesimo….Tanti saluti, grazie e amici come prima!….peccato pero’ che hanno avuto la capacità di farmi sentire A ME come una incompetente!

  5. 3 febbraio 2009 alle 12:35 | Permalink

    ————–
    @Raffaele:
    ————–
    molto interessante la tua esperienza, credo sia perfettamente in linea con le problematiche di un qualsiasi web designer o sviluppatore di siti web.
    Grazie per aver offerto il tuo contributo.

    ————–
    @Nime:
    ————–
    hai perfettamente ragione. Ad ognuno la sua porfessionalità.

    • Se io vado da un dentista non gli dico certo come deve fare un’otturazione?
    • Perchè un commerciale dovrebbe stare ad insegnare a me come fare il mio lavoro?

    Forse perchè è un cattivo commerciale, e questo oltre ad essere un evidente problema dell’azienda, è anche nostro in quanto siamo noi che ci sbattiamo il naso.

    Hai fatto belissimo a linkare un tuo articolo di approfondimento, sai bene che appoggio in pieno la filosifia della condivisione di informazioni al di fuori da blographik, altrimenti a cosa serve la blogosfera? ;)

    ————–
    @Marighela:
    ————–
    mi sembra il tuo primo commento e quindi è d’obbligo il mio benvenuto su blographik ;) .
    La tua esperienza credo non sia isolata, riguardo all’essere associati a persone incompetenti in quanto le stesse persone che ti giudicano sono delle perfette tabule rase ;) .

    Grazie anche a te per aver segnalato il tuo contributo, vedo che il discorso del rapporto con il cliente è sempre molto HOT ;) .

  6. 4 febbraio 2009 alle 10:20 | Permalink

    i wireframe sono utili per i siti di grandi dimensioni. ovvio che alcuni “comportamenti” non sono evidenziabili tramite un wireframe, e bisogna evidenziare al cliente che si tratta di tale e non di bozza, altrimenti si finisce nel qui pro quo in cui è incappata marighela.

    se un PM si antepone alla nostra esperienza cavoli suoi, noi siamo in dovere di dare il nostro contributo e controbattere se qualcosa non va. a me è capitato di ricevere wireframe da un cliente, che non si voleva smuovere dalla sua posizione nonostante i miei appunti.
    risultato? seconda versione del sito…con ulteriore esborso di soldi. chi ci guadagna? io !!

    ps nella prima frase “Innanzi tutto cerchiamo di capire chi li fà questi wireframe.” Fa si scrive senza accento ;)

  7. 4 febbraio 2009 alle 10:28 | Permalink

    ————–
    @Lauryn:
    ————–

    ottimi consigli come sempre Laura ;) .
    riguardo all’errore ortografico correggo subito, grazie per avermelo segnalato ;) , mi era sfuggito.

    Nel rapporto con il cliente averla vinta qualche volta risulta davvero difficoltoso in quanto se cerchiamo di tirare troppo la corda verso una scelta che riteniamo corretta vista la nostra esperienza di web designer, potremo perdere il lavoro.

    Bisogna essere bravi a raggiungere un compromesso, comunqe sono d’accordo con te su tutti i fronti ;) .

  8. 4 febbraio 2009 alle 15:59 | Permalink

    E’ una problematica che anch’io ho affrontato più e più volte e che temo nessuno avrà una risposta generica.
    Sembra banale, ma secondo me l’approccio deve essere in base al cliente che abbiamo davanti: la sua cultura, il suo knowhow tecnico/web/grafico e la sua esperienza progettuale.

    Se becchi un imprenditore medio del nordest, che magari il suo knowhow è tutto diretto alla produzione e che magari non ha una minima idea di web / grafica anche fargli vedere un jpg può essere rischioso, potrebbe essere convinto che gli abbiamo già fatto il sito.

    Idem con i Wireframe: a me è successo che (novizio da università e teorie) un cliente era convinto gli avessi già fatto il sito… ed era pure contento.

    A questo punto temo che con chi non possiamo approcciarci in modo “collaborativo” conviene assorbire quanto più info possibile tramite domande etc… e poi andare di prove. Magari è buona la prima e il gioco è fatto.

  9. 4 febbraio 2009 alle 16:53 | Permalink

    ————-
    @Merlinox:
    ————-

    è un piacere ritrovarti su blographik ;) .
    Quindi anche la tua esperienza è correlata ad un utilizzo diciamo poco positivo dei Wireframe.

    A questo punto direi che bisogna fin dall’inizio del rapporto con il cliente, spiegare per filo e per segno quali saranno tutti i passaggi che verranno portati avanti nella realizzazione di un progetto.

    Direi che potrebbe essere interessante stilare un preventivo dettagliatissimo, in cui segnalare per ogni step, il relativo costo e la descrizione dello stesso.

    Alcune volte, non per i woreframe, i miei proeventivi hanno questo tipo di dettaglio.

    Questo inoltre è un rapido modo per eliminare subito clienti che ti faranno solo perdere tempo.

    Ovviamente come dico sempre, è solo un parere personale.

  10. 4 febbraio 2009 alle 17:00 | Permalink

    Mi spiace ma mi tocca rispondere sempre con un dipende. Il cliente in grado di leggere (o con la voglia) un preventivo dettagliato, secondo me è il cliente con il quale ci puoi ragionare su, creare ideogrammi / wireframe e tutte le menate usabilografiche che possiamo inventarci.

    Ma quanti clienti hai che (magari in dialetto) ti chiedono “il conto” e basta? e che magari per 200 € di differenza vanno da un altro a prescindere?

    Io ho avuto il piacere di vedere un progetto da 4 zeri sputtanarsi per 1000 euro di differenza: un competitors che preventivo alla mano (il nostro) ha detto “io te ne faccio 1000 in meno”. Risultato finale è stata una catastrofe completa: grafiche varie, comunicazione e sito web!

  11. 4 febbraio 2009 alle 17:42 | Permalink

    ————-
    @Merlinox:
    ————-

    ottima discussione ;) .

    Hai ragione in merito alla scelta da parte di un cattivo cliente di optare per un preventivo più basso.

    Io ci provo, infatti molte volte mi viene cassato, ma preferisco un cliente con una mente aperta che un’altro che mi rompe le p….e perchè è convinto di sapere tutto.

    Grazie inoltre di aver offerto la tua esperienza aziendale!!
    In giro ci sono tutti i tipi di clienti ;) .

    Questo potrebbe essere argomento di un altro post:

    meglio scegliere un buon cliente e lavorare poco, o abbozzare e scendere di prezzo, per allargare i propri introiti a scapito della salute mentale e fisica ;) ?

  12. 4 febbraio 2009 alle 17:49 | Permalink

    Non dimentichiamo l’ultima variabile “la recessione”. Quel periodo di me**a (oggi) in cui un’azienda, specie piccola, non può permettersi di dire di no, altrimenti i 12 figli che stanno a casa restano senza pannolone e senza cibo… E allora che si fa?

  13. 4 febbraio 2009 alle 18:00 | Permalink

    ————-
    @Merlinox:
    ————-

    appunto dicevo che bisogna fare una scelta, pensando come dici giustamente anche tu che la crisi sta toccando tutti i settori, non escluso le web agency.

    Questo purtroppo era un problema anche prima della crisi economica, scegliere se campare o seguire una dignità lavorativa che però non ti fa portare il pane a casa.

  14. 4 febbraio 2009 alle 18:03 | Permalink

    “meglio scegliere un buon cliente e lavorare poco, o abbozzare e scendere di prezzo, per allargare i propri introiti a scapito della salute mentale e fisica ?”

    Alla lunga, il miglior cliente è colui che apprezza (non è una questione di soldi), in quanto, se apprezza, saprà valutare positivamente il lavoro svolto, e pagare il giusto. Nella mia esperienza, non conviene mai svendersi, perchè di solito, il cliente a cui hai fatto un’offerta troppo bassa riterrà poco oneroso il tuo lavoro, sfruttandoti e diventando una persecuzione :) Meglio perderlo…

    PS: ma come si quota ? :D

  15. 4 febbraio 2009 alle 18:09 | Permalink

    ————-
    @Raffaele:
    ————-
    Infatti la mia è anche una domanda provocatoria per stimolare la discussione.
    Io preferisco la tua seconda ipotesi, selezionare un bluon cliente, però posso capire che non tutti sono liberi di farlo quando insorgono problemi economici, di bilanci etc.

  16. 5 febbraio 2009 alle 09:08 | Permalink

    @mirko,@raffaele: ragazzi scusate però la situazione che disegnavo io era un po’ più limite: non so se ci siete mai passate e non ve lo auguro, però quando non si arriva proprio più a fine mese il proprio “potere contrattuale” è nullo. E’ non è dignità o altro: è sopravvivenza. Odiosa schifosa umiliante sopravvivenza.

  17. 5 febbraio 2009 alle 09:29 | Permalink

    @Merlinox: Andiamo OT (magari servirebbe un post a parte su “le giuste tariffe”, so che e’ una faccenda molto delicata, però credo che se la portiamo al limite sarebbe meglio andare a fare i camerieri per arrotondare, e non svalutare il proprio lavoro, per due motivi :
    a) tu abbassi troppo il prezzo, ma il cliente pretende comunque i servizi. E quindi ti troveresti che per incassare una piccola cifra per arrotondare, hai impegnato più tempo del “pagato”, sfasando pure il planning di altri lavori meglio pagati.
    b) una volta fatto il lavoretto per arrotondare, quel cliente devi perderlo, perche’ pretenderà sempre il trattamento “di favore” che gli hai fatto quando ne avevi bisogno. Di riflesso, quel cliente diventerà un pessimo cliente per qualsiasi professinista.

    Diciamo che io sto forse in una posizione più favorevole, perchè essendo un “coder” con 20 anni di lavoro alle spalle, è più semplice spostarmi da un settore ad un altro, ma comunque il consiglio è sempre quello borsistico: farsi il portafoglio titoli in modo da non dipendere da un unico titolo. Per i professionisti: tenere competenze in piu’ settori, in modo da compensare il calo di un settore con un altro. Altra soluzione: fare il dipendente :D

  18. 5 febbraio 2009 alle 09:34 | Permalink

    ————-
    @Merlinox:
    ————-
    ho capito benissimo il senso, purtroppo alla mia domanda se un’azienda scelga o meno i propri clineti, avresti rispoto di no!!

    Speriamo in tempi migliori, e teniamo duro!!

    Buon lavoro e buon blogging.

  19. 11 marzo 2009 alle 14:33 | Permalink

    Ciao Alessandro,
    bella riflessione. Provo a dare il mio contributo nella discussione anche se non ho letto tutti i commenti (scusate quindi se sono ripetitivo).

    Sono dell’opinione che il wireframe serva e che debba realizzarlo un profilo preciso che si chiama User Experience Designer. E’ una figura completa. Comprende di grafica, di front end development e rudimenti di programmazione. E’ sempre molto aggiornato sulle librerie e sulle loro applicazioni pratiche. Lavora a stretto contatto con i programmatori e segue il grafico nel primo brief dopo l’approvazione del wireframe.

    L’User Experience Designer assiste alle riunioni con il Cliente e interagisce con il PM. E’ lui che deve comprendere bene il concept per trasmormarlo in funzionalità da distribuire nelle pagine. Si confronta anche con il dipartimento marketing per considerare anche esigenze strategiche.

    Il wireframe può arrivare ad un livello di dettaglio molto alto. Ho lavorato spesso con la precisione del pixel. C’è uno strumento favoloso che si chiama Axure (www.axure.com) che permette di creare wireframe ed esportare prototipi navigabili in HTML e contemporaneamente il documento di specifiche funzionali. Si possono inserire pannelli dimanici che simulano jquery, accordion, google map e comagnia bella. Da quando l’ho scoperto non riesco a farne a meno.

    Inoltre, credo che il wireframe serva anche a dipanare gli angoli “oscuri” di alcune funzionalità che normalmente vengono trascurate in fase di progetto preliminare. Si scoprono errori concettuali, rigidità di funzionamento e usabilità.

    Altro discorso per il rapporto con il Cliente finale. Mi è appena capitato di ricevere un feedback sulla struttura solo dopo la realizzazione della grafica, che su quella struttura si è basata. Capita quindi che i Clienti debbano essere accompagnati anche nella visione, navigaizone e approvazione del wireframe. Altrimenti serve a poco.

    Basta, mi sono dilungato troppo. Perdono.

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